
25-03-2026
"Report ESG e Direttiva CRSD. Come migliorare le performance aziendali" di Giovanni Renna
La direttiva UE 2022/2464, nota come CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive), impone dal 2025 un rendiconto ESG dettagliato e standardizzato per le grandi aziende e quelle quotate, estendendo la platea a circa 50.000 imprese in Europa. Il report di sostenibilità deve essere certificato e include impatti ambientali, sociali e di governance (doppia materialità).
Punti Chiave della CSRD e Reporting ESG
- Obiettivo: Aumentare la trasparenza, la confrontabilità e l'affidabilità delle informazioni non finanziarie, trasformandole in "rendicontazione di sostenibilità" parte integrante del bilancio.
- Standard ESRS: Le informazioni devono seguire gli European Sustainability Reporting Standards (ESRS), garantendo un approccio comune e confrontabile.
- Doppia Materialità: Le aziende devono rendicontare sia come le questioni di sostenibilità impattano sul business (materialità finanziaria), sia come l'azienda influisce su persone e ambiente (materialità d'impatto).
- Audit Obbligatorio: A differenza del passato, il report ESG dovrà essere validato da revisori esterni, garantendo la stessa qualità del bilancio finanziario.
Chi è Obbligato e Quando (Scadenze):
L'implementazione è graduale (secondo CRIBIS, Warrant Hub, Natù ESG):
- 1° Gennaio 2024 (Report nel 2025): Grandi imprese di interesse pubblico con più di 500 dipendenti (già soggette a NFRD).
- 1° Gennaio 2025 (Report nel 2026): Grandi imprese (>250 dipendenti e/o >40 mln fatturato, >20 mln attivo).
- 1° Gennaio 2026 (Report nel 2027): PMI quotate.
Le semplificazioni del "pacchetto Omnibus" (dicembre 2025) riducono il perimetro di applicazione, ma la rendicontazione di sostenibilità rimane un pilastro del Green Deal europeo.