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22-10-2026

"Uso di false fatture, schermi fittizi e un grosso problema di competenza territoriale" di Andrea Giambra

Sul punto assumono particolare rilievo due pronunce della Corte di cassazione: la prima, resa dalle Sezioni Unite nel 2009, costituisce un riferimento fondamentale in materia di competenza per connessione; la seconda, più recente, ha applicato i principi così delineati alla materia dei reati tributari, chiarendo l’ordine con cui devono essere individuati i criteri territoriali applicabili quando non sia possibile stabilire il luogo di commissione del reato astrattamente prevalente.

Si tratta, rispettivamente, di Cass., SS.UU., 16 luglio 2009, n. 40537, e Cass., Sez. III, 1° marzo 2022, n. 14537.

In particolare, con quest’ultima sentenza, pronunciata in una fattispecie caratterizzata dalla connessione di più reati tributari in ragione della continuazione, la Suprema Corte ha affermato che, qualora non sia possibile individuare il luogo di commissione del reato più grave – ovvero di quello commesso per primo, secondo il criterio applicabile – occorre procedere considerando progressivamente gli ulteriori reati secondo l’ordine previsto dalla disciplina della competenza per connessione, conformemente ai principi stabiliti dalle Sezioni Unite.

Soltanto quando l’impossibilità di individuare il luogo di commissione riguardi tutti i reati connessi può farsi ricorso ai criteri suppletivi, tra cui quello stabilito dall’art. 18, comma 1, D.Lgs. n. 74/2000.

La Corte ha, in tal modo, ribadito che il criterio suppletivo previsto dalla normativa tributaria, non essendo direttamente ancorato al luogo di commissione del reato e dovendo essere coordinato con il principio costituzionale del giudice naturale precostituito per legge, non può essere applicato automaticamente in presenza di una connessione tra più illeciti.

 Occorre, prima, verificare se sia possibile individuare la competenza territoriale attraverso il luogo di consumazione di almeno uno dei reati rilevanti.

La ratio di tale orientamento è chiara: anche in presenza di una pluralità di reati connessi, deve essere privilegiata, ove possibile, una soluzione che mantenga la competenza territoriale collegata al luogo di commissione delle condotte criminose, evitando che essa venga determinata sulla base di un criterio meramente suppletivo quando sia ancora possibile individuare il luogo di consumazione di uno degli illeciti.